La macchina del tempo esiste già

Echi di Huxley e del suo “Brave new world”, di Orwell e del suo “1984”, di Bradbury e delle sue “Cronache marziane” e, tanto per gradire, anche di Asimov: tutto questo e molto altro si trova nel libro di Francesco Pomponio “La macchina del tempo esiste già” Diamond editrice 2010.
Ci è capitato di leggere questo delizioso libro che è una raccolta di ventitré racconti di varia lunghezza che hanno come denominatore comune il TEMPO nelle sue forme più varie, nelle sua accezioni più diverse e, come caratteristica predominante, l’essere assolutamente e splendidamente surreale tanto da lasciare spesso spiazzato il lettore che non si aspetta quel tipo di finale come per esempio, in “Tutti i libri di Socrate”, racconto a cui la sottoscritta dà dieci a lode, ponendolo sul primo gradino di quest’immaginaria classifica dove gli altri ventidue detengono ex aequo il secondo posto.
Altro elemento che pervade tutti i racconti è la delicatezza delle descrizioni sia psicologiche che ambientali come in “Fuori stagione” e una vena di romanticismo che contrasta, secondo noi in modo perfetto, con l’aridità e la freddezza della tecnologia immaginata dall’autore.
La raccolta è strutturalmente divisa in due parti, la prima con storie che accadono sulla Terra, sempre con finali surreali, e la seconda con quelle che hanno luogo su un altro pianeta del sistema solare, che non viene mai nominato e su cui si trasferiscono alcuni abitanti, storie che iniziano con “L’ultima luce della Terra” che fa quasi, anche numericamente, da spartiacque perché è il dodicesimo, posizionato esattamente tra i primi e i secondi undici racconti.
I nostri complimenti vanno quindi all’autore sia per l’argomento scelto che per la fantasia con cui l’ha trattato oltre che per le modalità stilistiche da lui adottate.

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