La mafia, i telefoni, il bavaglio - 1

La mafia, i telefoni, il bavaglio 1 E' ripreso in Commissione giustizia del Senato l'esame del disegno di legge che modifica la disciplina delle intercettazioni, per il rush finale prima che il provvedimento arrivi in Aula per l'approvazione attesa probabilmente la prossima settimana.
La tensione resta alta, soprattutto in riferimento alle sanzioni previste per editori e giornalisti, tema destinato a rimanere particolarmente al centro dello scontro quando il testo arriverà in Assemblea.Per ora le proposte approvate in commissione prevedono che fino al termine dell'udienza preliminare non potranno essere pubblicate notizie e atti di inchieste né trascrizioni o riassunti delle telefonate.
Carcere fino a due mesi e ammende dai 2.000 ai 20.000 euro per i giornalisti che violano il divieto e pagamento fino ad un massimo di 465mila euro per gli editori.
Su questo punto però governo e maggioranza hanno già annunciato la volontà di attenuare le pene, prevedendo il carcere fino ad un massimo di un mese e portando la soglia minima delle sanzioni per gli editori da 64.500 euro a 25.800, lasciando però invariato il limite massimo.
Restando nell'ambito dell'informazione, il pm non potrà più rilasciare dichiarazioni; se una parte rifiuta il consenso non si potrà più riprendere un dibattimento.
Per gli operatori dell'informazione non vale invece il divieto, con pena massima fino a 4 anni di carcere, di riprendere o registrare una conversazione all'insaputa dell'interlocutore.
Norma che è stata ribattezzata 'salva Iene' e che implica comunque la necessità che il materiale raccolto serva veramente per finalità di cronaca.
Non sono soltanto le questioni legate all'informazione a polarizzare l'attenzione sul provvedimento, ma anche tutte le questioni che riguardano la conduzione delle indagini giudiziarie.
E così d'ora in avanti sarà possibile ricorrere alle intercettazioni solo in presenza di gravi indizi di reato, formula che corregge quella contenuta nel testo licenziato dalla Camera dove si parlava di gravi indizi di colpevolezza e che riprende quella già prevista dalla normativa in vigore.
Tuttavia non sarà sufficiente soltanto questo elemento: il pm dovrà produrre l'esistenza di specifici atti di indagine che provino la responsabilità di chi deve finire sotto controllo.
Un elemento che secondo i magistrati rappresenterebbe un ostacolo pressoché insormontabile per le indagini più delicate.
Ripropongo qui e nel prossimo post alcuni documenti giornalistici sulle intercettazioni poiché penso che questo disegno di legge [...]

Leggi tutto l'articolo