La magia del teatro di Andromeda, l’opera creata da un pastore siciliano

A Santo Stefano Quisquina in provincia di Agrigento, un borgo medievale di neanche 5.000 anime, ubicato ai piedi dei Monti Sicani, esattamente in Contrada Rocca si trova un suggestivo teatro all’aperto.
Il Teatro Andromeda.
La mente dietro a quest’opera è Lorenzo Reina, un pastore con l’arte nel cuore.
Quando scoprì, in un semplice giorno di pascolo con il gregge, questo particolare spiazzo nella parte alta del paese, il suo spirito artistico che da sempre lo accompagnava, si concretizzò.
La vista sublime da cui è possibile intravedere Pantelleria, l’aria fresca e pulita, un territorio non contaminato e probabilmente anche non conosciuto, divenne il teatro in pietra più alto del mondo.
Piano piano, Lorenzo, studia e stila un progetto e dopo trent’anni, pietra su pietra, dà forma a quell’idea che aveva fissa nella sua mente: quale luogo migliore per fondere le sue due ragioni di vita, natura e arte, se non un teatro all’aperto? In quasi 300 acri ha costruito questo anfiteatro che dà sul mondo, con un piccolo proscenio e ben 108 sedute, o meglio blocchi in pietra, tanti quanti sono le stelle che formano la costellazione di Andromeda, disposti secondo lo stesso ordine astronomico.
La magia sta nel fatto che visto dall'alto, ogni seduta ha la forma di una stella a otto punte.
Sparse per il teatro e i suoi dintorni vi sono altre opere d'arte sempre di Reina: un Icaro sul terreno con le piume sciolte intorno a lui, un volto cavo intitolato "La maschera del Verbo" e anche un museo ottagonale con il resto dei suoi lavori.
Essenziale, che si fonda nella natura che lo ospita, la geniale creatura di questo pastore errante nell’arte.

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