La meritocrazia al contrario del PD

Alcuni giorni fa leggevo, inorridito, il "Piano B" del PD nel caso in cui il tentativo di Bersani di formare un Governo di minoranza non andasse a buon fine: candidare una donna del Partito.
Narrano le cronache che le neo-parlamentari donne sono circa 130 alla Camera dei Deputati e 50 al Senato; tra queste 180 signore e signorine, la più meritoria, capace e preparata per Bersani & C.
(secondo la ricostruzione di Repubblica) è Anna Finocchiaro.
La Senatrice è entrata nel Parlamento Italiano nel 1987 tra le file del Partito Comunista Italiano quindi non si può certo dire che il PD la candidi come portatrice di novità Quale merito avrà allora la Finocchiaro? Leggendo la sua Biografica, tra i vari disastrosi risultati elettorali raccolti in Sicilia, spicca la sonora sconfitta (65% contro il 35%) alle Regionali isolane del 2008 (contro Lombardo ...
).
Forse è proprio questo il "Plus" della Senatrice: essere una "Sconfitta", proprio come i suoi sostenitori: Bersani (sconfitto a queste elezioni), D'Alema (Sconfitto alle Europee del 2000), Franceschini (Sconfitto alle Europee del 2009) e Veltroni (Sconfitto alle Politiche del 2008).
Nel PD la meritocrazia funziona al contrario: se si viene battuti si è degni di far carriera; se si vince, come Renzi, allora no: deve stare all'angolo.
Qualcuno potrà dire che anche Renzi è uno sconfitto, avendo perso le Primarie del 2012; va però notato che Renzi, a parte l'aver vinto da outsider le Primarie del 2009 che lo candidarono Sindaco a Firenze (avendo contro tutto il Partito), ha ottenuto il 35% dei voti contro il 45% di Bersani con quest'ultimo che aveva dalla sua tutto il PD (tranne la base, evidentemente); insomma: Renzi aveva dalla sua parte il pubblico ...
Bersani l'arbitro ... 

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