La mia penna senza inchiostro

   di Germana Pandozzi Ieri sera ho partecipato a facetalk.
Il tema della serata:   Raccontarsi ovvero Tutti vs Nessuno Lo sviluppo della rete ha dato nuova vita e importanza alla scrittura e ai testi.
In internet si scrive nei blog, su twitter, su FB utilizzando nuove forme e stili di scrittura eppure c’è qualcuno che preferisce ancora la carta.
Il confronto è tra “il caro diario” e il blog, ma di fatto il contrasto è tra l’intimità di scrivere per sé e per la piazza virtuale della rete.
Perché le persone pubblicano le proprie emozioni, i propri stati d’animo, le proprie storie? Che cosa ci si aspetta di trovare? Cosa si cerca? Cosa cambia?   http://www.ildiariodilosolo.com/home.php?id_d=391&a=2009&m=11&g=6   Sono arrivata nella graziosa location nel centro della città con la convinzione che , in qualche modo, avrei detto la mia.
Sì, proprio io che esattamente un anno fa scrivevo ancora con la penna al mio caro diario e che oggi mi ritrovo a raccontare i miei giorni nel web.
Ho prima ascoltato , con interesse, le opinioni nonché esperienze dei giornalisti e degli scrittori presenti all’evento.
Ho preso la parola da “profana” quando il tema della serata si è fatto caldo:perchè chi ama scrivere passa dalla penna e il foglio al web? Ho preso la parola e il fiume di lettere e voce ha inondato la sala.
Ho preso la parola già consapevole che non avrei saputo concretizzare il mio pensiero ed il mio perché.
Perché non è facile da spiegare.
Oggi scrivo in internet perché  grazie al pc riesco a camuffare meglio le mie pause a lavoro, è questo il primo e vero motivo.
Oggi credo sia più facile ritrovarsi a leggere un libro (e per fortuna) piuttosto che ad usare una penna.
Ammettiamolo: la penna oggi dà nell’occhio.
e questo diventa un problema soprattutto per chi, come me, trascorre la maggior parte delle giornate in ufficio, e non da sola: che ci fai con una penna in mano da un'ora? Mi rimbomberebbe nelle orecchie troppe volte questa frase, lo so.
Io devo scrivere, ad un certo punto.
Si, ad un certo punto della giornata mi sento esplodere dentro qualcosa, e lo devo fare.
Non c’è un perché, e non c’è una ragione, lo devo fare e basta.
Ed è in quel momento che afferro la tastiera tra le mani e il concerto inizia.
E non c’è n’è per nessuno: in quegli istanti, brevi ma intensi, io resto sola con i miei pensieri e le mie storie.
E mi tappo le orecchie.
E spalanco gli occhi.
E respiro a pieni polmoni.
E sudo.
E rido.
E sono felice.
E mi sento realizzata.
E scappo dalla ruotine del [...]

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