La mia vita .....

L’esperienza del rebirthing e la conoscenza di Alexander mi fecero rendere conto di molte cose.
Prima tra tutte che nei corsi di Como ero stato quasi violentato psicologicamente, come se avessero usato un apriscatole per farmi aprire.
Me ne resi conto con Alexander, non che con lui mi aprii totalmente ma fu decisamente diverso, più dolce, meno invasivo, più aperto di cuore, non solo ma anche le mie idee sul mondo interiore e le sue visioni (la reincarnazione, i viaggi astrali, l’anima, gli spiriti guida la crescita interiore e la vita stessa) trovarono una dimensione molto più pratica ed umana e meno mistica e fantascientifica, insomma trovai la via di mezzo per affrontare questo nuovo mondo che per me era la new age ed il misticismo in contrapposizione al materialismo di oggi.
Fu un caso incontrare Alexander! Una mia paziente mi mise un volantino sul rebirthing nella casella della posta.
Alexander l’aveva contattata per affittare la sua palestra ma alla fine era troppo piccola per ospitare il gruppo che voleva formare così rinunciò, ma le lasciò un po’ di volantini per fargli un po’ di pubblicità, così lei pensando a me e alla mia passione per la new age mi mise quel volantino nella casella pensando che mi interessasse.
Quando lo trovai pensai subito ad una delle solite coincidenze che mi colpivano da qualche anno a quella parte.
Avevo desiderato molto, fare rebirthing con un americano e l’occasione mi si presentava su un vassoio d’argento ….
La colsi al volo, e con me portai la Donata un infermiera che era venuta da poco al centro prelievi, che praticava shiatzu e che stava anche lei facendo un percorso di conoscenza interiore.
Il corso sarebbe durato un mese due volte alla settimana, il lunedì ed il venerdi dalle 20 fino a notte inoltrata nel retro di un negozio che vendeva libri ed articoli new age.
Quando io e Donata arrivammo, trovammo un ambiente accogliente e molto spirituale, musica new age in sottofondo, al centro di un cerchio, dove tutte le persone si sedevano, c’erano delle candele profumate e sparse intorno ad esse tante caramelle e cioccolatini e pacchetti di fazzoletti di carta.
Alexander ci accolse con un gran sorriso e già il suo aspetto ci mise in una bella predisposizione d’animo.
Aveva due assistenti I.
e M.
che lo aiutavano in silenzio, anche loro molto sorridenti e disponibili.
Quando arrivarono tutti, ci fece dire il motivo e la pulsione che ci aveva spinto a frequentare un corso del genere.
Mi sentivo un po’ in imbarazzo e mi resi conto che non avevo voglia di [...]

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