La morte di Italo Balbo fu una disgrazia

Le circostanze della morte di Italo Balbo, avvenuta a Tobruk il 28 giugno 1940, hanno sempre suscitato l’interesse degli studiosi per il fatto che negli ultimi anni il governatore della Libia aveva assunto posizioni assai critiche nei confronti degli sviluppi della politica fascista: le leggi razziali, il Patto d’acciaio, l’intervento italiano nel secondo conflitto mondiale.
Ad avvalorare la “teoria del complotto” stava poi la presenza a bordo del Savoia-Marchetti pilotato da Balbo del giornalista Nello Quilici, capo dell’ufficio stampa libico dell’aviatore nonché direttore del Corriere Padano: il giornale fondato dallo stesso quadrumviro ferrarese che, con le sue ardite posizioni controcorrente, aveva sfidato più volte la censura del regime.
Il giorno successivo la sciagura il Comando supremo diramò un bollettino in cui si annunciava che Balbo era caduto sul “campo dell’onore”, al ritorno da una missione bellica sul territorio egiziano.
Mussolini dichiarò due giorni di lutto nazionale...

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