La mossa di Draghi per fare pressing sulla Germania

Il governatore della Bce ha chiesto di dare stimolo alla crescita. Con politiche espansive da parte di chi se le può permettere. Come i tedeschi. Che però non apprezzano. La partita dietro tassi e Quantitative easing.
Un ultimo colpo di “bazooka” per mandare un messaggio alla (ex?) locomotiva d’Europa, la Germania. Mario Draghi, che sembrava messo all’angolo dalla fronda dei governatori contrari a un nuovo round di acquisti di titoli pubblici, ha ritrovato il consenso della Banca centrale europea (con le riserve proprio della Bundesbank) a una ripresa senza scadenze temporali del Quantitative easing, l’intervento non convenzionale che dura da oltre 10 anni per aumentare la moneta in circolazione. Così facendo ha spostato l’onere della ripresa dell’Eurozona sui tedeschi e sulla loro politica dello schwarze null, il deficit a zero che ha fatto crollare il debito, ma ance sottratto potenziale alla crescita.
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