La natura morta

E’ da tanto tempo che desidero dipingere una “natura morta”, ci penso da così tanto tempo, da quando presi quel tuo ferro da stiro, sai quello che usavi in inverno e che riempivi di carbone ardente e con il quale, sul tavolo della cucina con la vecchia coperta piegata doppia per non bruciarlo, ti mettevi a stirare.
Ne sento ancora l’odore, il profumo, di quei momenti nei quali ti vedevo piegata con quel pesante ferro caldo in cui il fuoco ardeva, pareva vivo, pulsante come un cuore che batte.
Come era possibile che i panni fossero così perfetti e senza pieghe? Oggi con i nostri ferri a vapore, le nostre tavole da stiro così ultramoderne, non riusciamo a fare un lavoro così perfetto.
Quel tavolo, il tavolo di cucina doveva essere magico così come quel ferro perché davvero non riuscivo a staccare gli occhi da te, dai tuoi movimenti lenti e precisi…
Le cose non sono solo cose, fredde e inanimate, esse in qualche modo contengono l’essenza delle persone che le hanno possedute ed usate.
Una ...

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