La necessità dei Fatti

Che il secondo V-Day sarebbe stato meno celebrato del primo, c'era da immaginarselo visti i temi al centro della raccolta firme in centinaia di città italiane, raccolta che ha portato a oltre 1milione 200mila firme raccolte.
E' evidente che in tutti i servizi trasmessi dai Tg fino a scendere ad alcuni esempi di giornalismo a dir poco scandaloso è venuto fuori che quella del 25 Aprile è stata una scampagnata tra esaltati.
E' stata la palese dimostrazione di come l'informazione televisiva sia del tutto autoreferenziale, o ancor più precisamente, sia il braccio armato dei referenti politici.
Tutto ciò porta ad una conseguenza inevitabile: muoiono i Fatti.
Cosa deve fare il cittadino italiano per essere a conoscenza della realtà che lo circonda, degli avvenimenti che accadono? E non mi riferisco alle continue notizie lavorate ad arte e sulle quali si batte il ferro per accentuare problemi che si sono sempre vissuti e che, invece, si vuole far balzare insistentemente agli occhi di chi ascolta per generare l'autoconvincimento che certamente c'è un qualcosa di peggiore, assai peggiore di quanto non fosse stato sino al giorno prima.
Un esempio chiaro, si parla praticamente ogni giorno dei mostruosi atti di violenza sessuale perpetrati ai danni di donne indifese, spesso da parte di extra-comunitari, a volte ai loro danni (e già la notizia tira meno), per montare la rabbia e centrare l'attenzione su un problema sicurezza che certamente esiste, ma altrettanto certamente non è nato dalla violenza in ispecie, o non si è aggravato a causa della medesima.
Si vuole creare un monopolio informativo che faccia passare solo ciò che deve passare, con la giusta attenzione.
Poi ci dimentichiamo delle violenze portate in casa, all'interno del nucleo familiare, le facciamo diventare notizia di uno-due giorni per poi dimenticarsene, o anche tirare una settimana con la strage della Thyssen per poi abbandonare al più totale oblio il tema della sicurezza e degli incidenti sul lavoro: non basta raccontare il fattarello, serve una informazione completa che non è quella che ti ripropone ciclicamente una notizia ma è quell'informazione di indagine, attenta, analitica che tocca anche il tasto dolente o il potere forte.
Ecco, quello che manca all'informazione (faccio riferimento principalmente a quella televisiva) è una libera indipendenza dai condizionamenti, servono giornalisti capaci, non piazzati lì perchè in quota a questo o quel partito: una televisione libera e di conseguenza una informazione vera, non falsa come spesso è quella che [...]

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