La nuova Scala punta agli under 30

Fonte Due anteprime, web community e grandi nomi: Lissner presenta la stagione.
Un neo la rinuncia a due titoli di Verdi e Monteverdi.
Il sovrintendente: "Una precauzione per evitare tagli a stagione iniziata".
Alla "Prima dei ragazzi" il 4 dicembre si aggiungerà in maggio l'anteprima di balletto del Trittico Novecento Se dal punto di vista artistico può essere definita "la stagione dei grandi direttori", dalla prospettiva del pubblico è senz'altro "la stagione dei giovani".
Perché la Scala ha deciso di investire ancora di più sugli spettatori sotto i trent'anni e sulla loro presenza a teatro.
Continua la bella iniziativa, inaugurata l'anno scorso, di destinare l'anteprima del titolo di inaugurazione ai giovani, ma ora si raddoppia: alla Carmen del 4 dicembre si aggiunge anche un balletto, il Trittico Novecento, il 20 maggio.
Ma non è tutto: col progetto "La Scala Under 30" (sostenuto da IntesaSanpaolo) viene messo a punto un articolato sistema di offerte legato alla creazione di una card, di una vera e propria "community" e di un sito web in cui il pubblico giovane può trovare informazioni, servizi, contatti, relazioni.
Un'apertura a un pubblico nuovo che perfeziona la politica scaligera avviata qualche anno fa con l'iniziativa "Domenica alla Scala": un posto gratuito al minore accompagnato dall'adulto.
E ai giovani (oltre che al pubblico degli abbonati e degli aficionados) si offre un cartellone ricco di proposte, con grandi nomi sia tra i direttori (oltre a Daniel Barenboim, maestro scaligero presente con tre titoli, James Conlon, Esa-Pekka Salonen, Zubin Metha, Daniele Gatti, Gustavo Dudamel, Daniel Harding, Claudio Abbado, Antonio Pappano) sia tra i registi (Emma Dante, Patrice Chéreau, la Fura dels Baus, Peter Stein, Federico Tiezzi, Guy Cassiers, Eimuntas Nekrosius, Laurent Pelly).
«Al mio arrivo a Milano - spiega il sovrintendente Stéphane Lissner - dissi chiaramente che cinque anni sarebbero stati il tempo necessario per realizzare un progetto artistico adeguato alla storia e alla complessità di un teatro come la Scala.
Così è stato.
I quattro anni trascorsi formano la base di un lavoro che oggi ha un suo punto di arrivo e apre la strada alla seconda fase del nostro percorso».
Stagione della svolta, dunque, che raccoglie i frutti della semina e mira a consolidare anche il funzionamento del teatro.
È lo stesso Lissner a citare gli obiettivi già in parte raggiunti: «Ripensare l'organizzazione del lavoro, anticipare la programmazione per allinearci ai tempi della scena internazionale, aumentare la [...]

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