La partita dei sottosegretari in casa Pd spiega che cosa accadrà nel partito: le mosse di Renzi e l’apertura di un congresso straordinario

Quando si scelgono i vice-ministri e i sottosegretari l’attenzione sul governo appena formato è già scemata in maniera considerevole.
Le nomine e il giuramento a Palazzo Chigi sono solo l’ultimo atto di una lunga serie di passaggi liturgici – che si ripetono sempre uguali, a cominciare dal rito estenuante delle consultazioni al Quirinale – e, per quanto possano produrre tensioni all’interno dei partiti, non potranno mai cambiare l’esito finale: il governo c’è e non può certo cadere proprio su questo. E un po’ come andare al cinema e fermarsi a guardare i titoli di coda. Il film è finito e in sala restano solo gli addetti ai lavori.

L’interesse sulla distribuzione dei ruoli minori nel governo è principalmente proprio di quelle persone che devono fare i conti, a tutela dei propri interessi o di quelli delle loro aziende, con norme e leggi e che in un modo o nell’altro devono trovare una strada per dialogare con il governo. Saranno infatti proprio loro, la cosiddetta seconda linea, a ...

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