La proposta di Orfini sul Pd: 'Sciogliamolo e rifondiamolo'

“Stracciamo lo statuto del Pd, sciogliamolo e rifondiamolo.
Non serve cambiare nome.
Mettiamo insieme un pezzo di paese che non condivide le politiche di questo governo: dobbiamo costruire una risposta dopo la sconfitta che sia all’altezza della sfida.
Il partito com’è oggi non funziona.
Mi rivolgo a tutti, basta questa distinzione con la società civile, decidiamo insieme la linea politica e la leadership”.
Così Matteo Orfini, presidente del Pd, alla sesta edizione della festa di Left Wing.
Il presidente Dem ha anche riservato una stoccata al Zingaretti: “Le sue parole sui notabili del Pd – ha detto – sono apprezzabili.
Però nella sua regione ha candidato Bruno Astorre, che come campione anti notabilato non mi sembra credibilissimo”.
Il presidente della Regione Lazio, ospite della festa dell’Udc a Fiuggi è intanto tornato a chiedere a gran voce che il congresso del partito si tenga prima delle elezioni europee: “Si è detto che si farà prima e sarà prima.
La cosa importante – aggiunge – è cominciare a parlare con gli italiani di nuovo, per dire che si può cambiare, che c’è una speranza da ricostruire, che abbiamo capito che le sconfitte vanno prese sul serio, e cambiare”.
Per Zingaretti il partito “deve fare opposizione e ricostruire un’alternativa che oggi ancora non c’è”.
Tra i sostenitori della convocazione nel più breve tempo possibile del partito c’è anche Francesco Boccia: “Ci sono solo macerie – ammette il deputato Dem – che piaccia o no questa è la condizione in cui siamo nel Pd e nel centrosinistra.
Chi prova a negarlo o è in malafede o pensa ancora di salvarsi facendo il figurante”.
Per Boccia “Serve andare oltre il renzismo.
Abbiamo bisogno – spiega – di una discussione forte e netta nei circoli e nelle piazze.
E poi potremo riprenderci i nostri elettori che hanno ancora tanta voglia di votare un grande partito riformista.
Ben vengano più candidati e soprattutto nuovi iscritti.
Ma niente scherzi o rinvii sul congresso: va fatto immediatamente.
Il congresso va chiuso assolutamente prima delle Europee e serve a rimettersi in cammino tutti insieme”.
Lorenzo Guerini invece evita polemiche e ci tiene a ribadire che “il segretario che sarà eletto sarà il segretario del mio partito.
L’esponente Dem non nasconde però le difficoltà del momento: “La traversata nel deserto è lunga, è un lavoro culturale, sociale, parlamentare”.
Tutte proposte comunque non proprio in linea con quella di Carlo Calenda che, all’indomani [...]