La proprietà transitiva in politica

Oggi Beppe Grillo ha insultato Martin Schulz e già questo non dovrebbe far notizia, visto che, credo, siano ormai più le persone "Graziate" dal comico ligure che quelle che si son beccate un Vaffa.
E' così monotona la retorica di Grillo che mi verrebbe da dire che le persone, in Europa (ormai) si dividono in due categorie: quelle già insultate e quelle che lo saranno.
Martin Schulz, per chi non lo ricordasse, è un politico tedesco, appartenente al PSE (Partito Socialista Europeo) che nel 2003 (anno fornito gentilmente da Google, ndr), durante una riunione del Parlamento Europeo, venne accomunato da Berlusconi ad un Kapò dei campi di sterminio tedeschi.
La cosa fece parecchio rumore e secondo i maligni contribuì notevolmente alla fortuna del politico teutonico che, molto spesso, si contraddistingue per il contenuto fortemente retorico dei propri discorsi ( ...
non per niente è socialista ...
); qualche giorno fa (ma il notizione me l'ero perso) pare che Martin abbia paragonato Grillo a Stalin; in tutta risposta il moderatissimo e democraticissimo Beppe gli ha risposto "Bisogna ringraziarlo Stalin.
La guerra contro i nazisti l'ha vinta lui.
Se non vinceva Stalin, Schulz era dentro al parlamento con una svastica sulla fronte.
E tu dai dello stalinista a me? Vieni a offendere 10 milioni di italiani? Schulz, vedi di andare affanculo ...
".
Trovo che quelle poche parole del leader del M5S contengano una immensa contraddizzione e due errori molto gravi.
La contraddizione sta nel fatto che prima esalta Stalin, vincitore della guerra, e poi considera l'accostamento a lui una grave offesa ...
e questa andrebbe spiegata meglio ...
I due errori sono, uno di tipo storico/morale, l'altro di tipo ...
matematico.
Il primo sta nell'esaltazione di un criminale dittatore, che con la sua politica repressiva fu diretto responsabile di milioni di morti nei Gulag e nella guerra stessa, condotta dall'Unione Sovietica (e questa è una verità storica accertata) in modo assolutamente suicida; oltre questo, Stalin contribuì, indirettamente (ma neppure troppo) a carestie che provocarono la morte per fame di milioni di sovietici, frutto di scelte in campo agrario già ai suoi tempi considerate deliranti.
L'errore nell'errore sta anche nell'affermare che la guerra la vinse Stalin: il fronte orientale lo conquistarono i Russi, non Josif e pure loro non ci sarebbero riusciti senza gli Inglesi in Africa e gli Americani nel Pacifico e sul fronte occidentale.
Il secondo errore, quello matematico intendo, è la pretesa, comune a molti politici [...]

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