La religione nel mondo dei pastori: le antiche cappelle votive

di Paola PALOMBINO I tratturi sono stati per lungo tempo non solo itinerari armentizi ma anche veri e propri percorsi di fede.
I tratturi non a caso hanno costituito le prime vie dei pellegrinaggi, presentando un elemento in comune con la transumanza: il cammino.
La fede e la spiritualità erano davvero forti nelle civiltà della transumanza: i pastori compivano veri e propri pellegrinaggi verso i luoghi di culto per affidare al santo i futuri viaggi, la produzione, la fertilità degli animali e, per pregare sulle condizioni metereologiche, sulle malattie e sulle difficoltà che si sarebbero presentate nei periodici viaggi per la Puglia o per l'Abruzzo.
Molto spesso la costruzione degli edifici religiosi era opera degli stessi pastori che raccoglievano il denaro e offrivano i prodotti del loro lavoro.
Si tratta delle antiche cappelle votive.
Le chiese costruite lungo i tratturi conservano ancora impresse nelle loro pietre l'arte e l'architettura della transumanza: povera ma memore di devozione mistica.
Le piccole chiese sono situate quasi sempre ai margini del tratturo o in posizione più isolata ma sempre come presenza sacra sia per chi non vi entra, sia per chi le guarda da lontano, sia per chi devotamente vi accede .
Le facciate esterne delle cappelle talvolta raffigurano, sempre nella loro semplicità, scene di vangelo o vite dei santi.
Molto spesso, nelle vicinanze delle chiesette, troviamo fontanili o abbeveratoi e relitti di recinti di pietra, al fine di ospitare gli animali mentre il pastore dedicava qualche minuto alle sue preghiere.
Tra le cappelle che nel Molise sono state luoghi fondamentali di culto e che, ancora oggi, svolgono un ruolo fondamentale di devozione, ricordiamo la chiesa di "Santa Maria della Neve" a Ripalimosani( Cb).
E' situata nella parte occidentale dell'agro di Ripalimosani, in Contrada Quercigliole, ad oltre due chilometri di distanza dall'abitato, su di un colle all'altezza di 733 metri sul livello del mare.
La cappella è dedicata alla Madonna della Neve, (così chiamata secondo una leggenda che narra di una prodigiosa nevicata avvenuta a Roma sul colle Esquilino la notte del 5 agosto dell'anno 352 d.C..
Il Papa Liberio, che quella notte avrebbe sognato la Vergine che gli indicava lo straordinario avvenimento, si recò sul posto e, resosi conto dell'avverarsi del sogno, ordinò che proprio lì fosse eretta una chiesa da dedicarsi a Santa Maria della Neve, l'attuale Santa Maria Maggiore).
Anticamente la chiesetta delle Quercigliole apparteneva all'Ordine di Malta.
L'epoca della sua [...]

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