La religiosità degli italiani

In occasione della vicenda del crocifisso di Ofena, molti ambienti – intellettuali e “di sinistra” – hanno affermato che il popolo italiano è nella stragrande maggioranza “laico” e quindi sostanzialmente equidistante tra tutte le religioni presenti nel nostro Paese.
A questo proposito mi viene in mente una immagine: le decine di migliaia di persone – in alcuni casi le centinaia di migliaia – che, con qualunque tempo, si accalcano sotto la finestra del Papa in Piazza San Pietro, per ascoltare la benedizione e le poche parole – incomprensibili per la maggior parte – che un vecchio malandato come il Santo Padre rivolge a tutto il mondo.
Quale altra realtà religiosa e tanto meno politica possa permettersi di chiamare sotto le finestre delle loro sedi, con una continuità settimanale, questa massa di gente? Non mi sembra che se ne siano, a meno di non ricorrere alle oceaniche adunanze “obbligatorie”, tipiche delle varie dittature che si sono succedute.
Ma quelle erano “obbligatorie”, ripeto, e qui invece la gente paga per andare in Piazza San Pietro: la differenza mi sembra ovvia.

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