La ripresa di Renzi è una cagata pazzesca !

Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una realtà, ci diceva uno dei peggiori personaggi del novecento, il nazista Joseph Goebbels.
Forse sono gufo o cornacchia (ciucciuvettola in napoletano), ma quando ascolto i toni entusiasti e deliranti dei Tg nazionali, nessuno escluso, sui dati forniti dall’ Istat, su un’occupazione che cresce continuamente, così come la fiducia, così come il reddito ed i pil, mi giro attorno e cerco di capire se non vivo in una candid camera o in un tragico “Grande fratello”, peggiore, anche se è difficile immaginarselo, di quello che ancora pochi imbecilli seguono.
Cerco di prendere una boccata d’aria dalla mia finestra e vedo le strade in frantumi, gente che rovista nei bidoni della spazzatura…se fossi in Sardegna oggi, o in Calabria ieri, fiumi che tracimano, fango che distrugge, case che si perdono, futuro annichilito.
Se fossi a Milano o a Roma o a Venezia vedrei i soldi dei miei sacrifici rubati per una corruzione senza vergogna e senza freni, lingotti d’oro, ricchezze inimmaginabili in mano a gente indescrivibile e sconosciuta, processi eterni, condanne mai pervenute.
Se fossi nei centri accoglienza vedrei lo scempio dei diritti umani, quelli elementari, come altrettanto sarei costretto ad osservare sulle catene di montaggio della Fiat Chrysler di Melfi o nelle mille aziende, sconosciute al fisco, dove si lavora anche 14, 16 ore al giorno per 4 spiccioli.
Se fossi all’Algida in Campania, o all’Auchan o alla Telecom vivrei le decine di procedure di licenziamento, la mia vita messa continuamente in bilico, accordi che cancellano i miei diritti ed il mio salario, la dignità sotto i piedi, le ore della mia vita legate ad un lavoro che ne distrugge il senso.
Se fossi uno studente vedrei la mia scuola ridotta a pezzi, gli insegnanti di sostegno, per i miei amici disabili, perennemente mancanti, il costo dei miei libri di testo inarrivabile per il reddito dei miei genitori, la mia insegnante di italiano in lacrime perché lontana dalla sua famiglia, il mio futuro legato agli interessi delle aziende, che mi sfrutteranno fin quando potranno.
Se fossi un disabile vorrei urlare la mia rabbia contro i tagli che questo governo si permette di fare sulla mia pelle e sulla mia dignità...se fossi anziano sarei indignato del modo in cui vengo trattato, per lo stato in cui è ridotta la mia pensione, su come sono costretto a vivere dopo anni di lavoro…se fossi disoccupato…sono certo che lo rimarrei.
Se fossi Fantozzi  vorrei salire sul palco ed urlare a [...]

Leggi tutto l'articolo