La rivoluzione (immoderata) di Calenda

“Rivoluzione immoderata”. In passato non ho risparmiato critiche alle scelte di Calenda, non tanto nel merito, ma nel metodo. Credo infatti che abbia sottovalutato l’importanza delle cose che lui stesso oggi evidenzia e che questo lo abbia portato a perdere l’occasione delle elezioni Europee per porre le basi della rivoluzione che propone.
Alleanza PD-5S? Conservazione di ceto politico
Un esempio? Scrive oggi, paventando il rischio di una futura alleanza Pd-M5S: “Il Pd sta silenziosamente e in parte inconsapevolmente percorrendo questa strada, nonostante la contrarietà di buona parte dei suoi elettori. Si tratta di una operazione di conservazione di ceto politico, nascosta dietro posticci richiami a una “vocazione maggioritaria” degna di ben altra incisività di azione politica… Tutti sanno che l’obiettivo era e rimane ”.
Ma questo era evidente anche prima delle elezioni: Fassino e Franceschini lo hanno teorizzato il giorno dopo le elezioni, gli uomini “di pensiero” di Zing...

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