La "rivoluzione" di Sgarbi, con Minetti e Rosi Mauro

Il critico presenta il suo partito e affossa Alfano, Maroni e Grillo  Sgarbi in sala (da Repubblica Tv)Vittorio Sgarbi si inventa una nuova creatura, il partito della Rivoluzione, e lo presenta a Milano, in una sala per la verità poco gremita.
Ma è estate e forse si preferisce andare al mare, finché qualche soldo rimane. Sgarbi ne ha, come sempre, per tutti.
Parte da Beppe Grillo, che considera importante perché dà voce a una protesta, ma non può occuparsi dell'Italia perché non c'è un progetto e perché "io non so se Grillo sappia chi è Simone Martini, il secondo pittore italiano".
Ed eccoci qui, sempre al patrimonio artistico, ma non solo. Sulle unioni civili, Sgarbi vuole "eliminare il matrimonio anche per gli eterosessuali".
E poi, tutti a scuola due ore dopo perché lui nelle prime ore non imparava mai niente.
E ancora, tutti dovrebbero avere "almeno mille euro al mese di reddito".
Sembra che l'allievo Sgarbi abbia imparato bene la lezione dal maestro Berlusconi e dai suoi mitici manifesti "meno tasse per tutti" e quant'altro. A proposito di Berlusconi, Sgarbi lo ha sconsigliato di lasciare la leadership ad Alfano, perché "uno che si occupa della Minetti non può essere un leader".
Frecciate anche per Bobo Maroni, il peggior ministro degli interni per Sgarbi perché "ha fatto una politica propagandistica per dimostrare che la mafia era tutta nel Sud".
Infine, la paura della caccia alle streghe: "Qui la linea è cacciare la Minetti, cacciare Rosi Mauro perché Alfano è un santo, Maroni è un santo.
Preferisco la Minetti e Rosi Mauro ad Alfano e Maroni".
Viva la rivoluzione.

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