La signora Ramsay

La signora Ramsay sapeva bene come creare armonia tra le persone, persino tra quelle che si sarebbero dette inconciliabilmente dissonanti. Quando aveva ospiti per cena si adoperava affinché ciascuno si sentisse a proprio agio, meglio ancora considerato; era solita avviare la conversazione partendo dallo stile mondano per poi cedere via via a una maggiore spontaneità del colloquio e delle risate.
Nessuno immaginava che la signora Ramsay, subito prima che la cena avesse inizio, avvertiva il bisogno di rifugiarsi nel "cuneo di tenebra" in cerca di quiete; quel suo turbamento, in tutto simile a una malinconia ristoratrice, copriva lo stesso spazio temporale di un petalo di rosa che precipita al suolo: presto si riscuoteva e tutto finiva per srotolarsi come da lei auspicato. Una volta, muta ormai la sala, accadde che:
"Col piede sulla soglia sostò un altro momento in quella scena, che mentre la guardava già svaniva e, appena si mosse (...), cambiò, prese un'altra forma: era già diventata, l...

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