La sinistra che non vuole l’Europa L'euroscetticismo di sinistra è vecchio quanto l'Europa, e dopo essere scomparso per una generazione oggi sta facendo il suo ritorno anche in Italia

«La bandiera europea è un simbolo di oppressione!». Il grido si alza improvvisamente dal pubblico e interrompe il dibattito in corso oramai da più di un’ora. Il relatore è preso di sorpresa e deve alzare la voce per tornare a farsi ascoltare: «Io», risponde cercando di imporsi sul suo interlocutore, «preferisco parlare di un simbolo di sofferenza». Ma la voce dal pubblico insiste: «Oppressione!», ripete scandendo le sillabe. Più di una persona tra quelle sedute intorno a lui annuisce d’accordo.
Lo scambio, che sembra uscito da un comizio della Lega o da un convegno di Fratelli d’Italia, è avvenuto pochi giorni fa nella sala principale dell’Arci Bellezza, lo storico centro sociale milanese fondato oltre un secolo fa e scelto da Luchino Visconti per girare alcune scene del film Rocco e i suoi fratelli. Sul palco, a parlare ad un gruppo di giovani studenti di Filosofia ed ex militanti di sinistra, quasi tutti maschi, non c’era un leader della nuova destra populista ma il deputato di Li...

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