La storia delle scatolette di latta,fabbricate per essere distrutte

La storia delle scatolette di latta,fabbricate per essere distrutte Paolo Stefanato Le scatolette di latta, oggetti presenti nella vita di tutti noi, hanno una storia lunga più di 200 anni.
Il primo a metterle a punto fu un inglese, Pierre Durand, che nel 1810 ottenne dal re Giorgio III d'Inghilterra il brevetto per la conservazione di cibi “in vetro, ceramica, alluminio e altri metalli”.
Il brevetto di Durand era basato sui 15 anni di sperimentazioni del francese Nicolas Appert, che sviluppò l'idea di conservare il cibo in bottiglie.
Durand prese l'idea di Appert e fece un ulteriore passo avanti, sostituendo le fragili bottiglie di vetro con lattine cilindriche in metallo.
Egli intuì le potenzialità della sua scoperta ma preferì monetizzarla subito: e solo un anno dopo, nel 1811, la vendette a due industriali, Bryan Donkin e John Hall, di Bermondsey, presso Londra, che diedero vita a un'industria di conserve e nel 1813 produssero i primi cibi in scatola per l'esercito inglese.
L’idea di Durand aveva dunque paternità francese.
Il governo di Parigi, durante le guerre napoleoniche, aveva bandito un premio di 12mila franchi per colui che avesse proposto un metodo efficace ed economico per conservare grandi quantità di cibo, perchè gli approvvigionamenti alimentari erano uno degli aspetti di maggior vulnerabilità degli eserciti: chi avesse escogitato un modo per nutrire le truppe regolarmente e con una qualità standardizzata, avrebbe avuto un’arma in più contro i nemici.
Fu un cuoco e pasticcere di sessant’anni che nel 1809 si aggiudicò quel denaro: Nicolas Appert, appunto, nato a Chalon-en-champagne nel 1749, il quale ebbe la sua intuizione constatando che il calore eliminava o rallentava i processi di decomposizione del cibo.
E mise a punto il suo metodo di conservazione, secondo il quale era necessario che un contenitore fosse sigillato ermeticamente e poi immerso nell’acqua bollente, per tempi variabili secondo il tipo di alimento (esattamente quello che tuttora si fa con le conserve di casa).
Applicò il processo a dei recipienti di vetro e adottò, cinquant’anni prima di Pasteur, il metodo della sterilizzazione dei cibi.
Appert pubblicò l’anno successivo un libro che è tuttora il capostipite riconosciuto della scienza della conservazione: “L’art de conserver les substances animales et vegetales”.
Ebbe qualche fortuna anche con la sua piccola fabbrica, costruita con i fondi del premio, ma – quasi per una curiosa vendetta della storia: lui che aveva sfamato gli eserciti – questa fu [...]

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