La storia di Osvalda

Raccontata dalla nipote Camilla
Osvalda in paese la conoscevano tutti per gli occhi azzurri e la sfoglia soda. Alla tavola del salotto buono ha sfamato per anni compagni del partito, amici, fratelli, soldatini in licenza, studenti sessantottini sbarbati, persino parrocchiani, gelosa delle sue ricette e generosa con lo strutto.
Per me la storia della Nonnosaura comincia in cucina, coi suoi vezzi anni Cinquanta nell’opulenza degli anni Ottanta. Ma bisogna ammettere che la storia cominciò ben prima, in anni di fatica e miseria, e precisamente nel 1927, anno di fatica e miseria come gli altri.
La Signora Giulia, che poi signora non era, ma pezzente e mezzadra, mette al mondo Osvalda sullo stesso materasso dove dorme tutta la famiglia, allenata dai cinque parti precedenti, preparandosi per i quattro successivi. In tempo per la cena.
Dei nove nati ne tira su sette, perché a Giulia gliene muoiono solo due, e un simile risultato non deve sorprendere. Le donne della mia famiglia oltre agli...

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