La svolta di Fini

“Sono vivo sempre attento questa Camera è un tormento chi mi vuole contestare d’ora in poi dovrà penare.
Vado in cerca di primato è per questo che son nato e se sono stato assente è per Silvio l’incosciente.
Or rinnego quell’errore, fui colpito dal fervore di un politico emergente e l’ho seguito ciecamente Io ero forte e preparato e lui subdolo e pacato mi convinse ad un’unione per dover della nazione.
Con l’appoggio dichiarato della lega al triumvirato dovevamo far da diga a una sinistra sorda e pigra.
Così dopo quel successo ed il “premio” pure annesso mi son presto ritrovato in un ruolo da frustrato.
Il partito dell’Amore esplodeva con fervore ed il ricco personaggio si muoveva a vasto raggio.
Così ecco la magia nuove leggi da malia che legassero le mani pure ai giudici nostrani.
Non potevo dichiarare e nemmen partecipare mi sentivo un po’ depresso ma seguivo quel consesso.
In effetti era già un poco che durava questo gioco lui in TV a farsi bello io a scaldare uno “sgabello”.
Ora basta mi son detto mi riprendo quel rispetto che da sempre riconosce chi l’ha duro tra le cosce.
Qui è tutto un gran casino la nazione ormai al declino ed il voto non si nega solo a Bossi e la sua lega.
Lui dichiara più sovente e non soltanto alla sua gente che l’inno è brutto, da abolire e la bandiera è per pulire.
Io son sempre emozionato nel sentire l’inno amato e mi batte forte il cuore nel vedere il tricolore.
Come fanno gli italiani a dare il voto a piene mani a chi nega con la boria questi simboli e la storia ? Ma tant’è l’Italia è questa fiction, isole e protesta con Umberto ben deciso che il paese vuol diviso.
Ora batte il ferro caldo e ci da l’ultimo saldo infilando nella ruota anche il figlio detto “trota” Così dopo tanta attesa io ritorno alla contesa, basta fiori ai monumenti e NO a Bossi ai quattro venti".
aro

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