La telecamera filma i ladri, ma per il giudice non è abbastanza

Nemmeno l’installazione di telecamere a circuito chiuso possono fornire una prova incontrovertibile della colpevolezza di qualcuno.
È quanto dimostra la vicenda accaduta a Rovigo, riportata da Il Messaggero, sul furto ad opera di due uomini.
Circa quattro anni fa, le telecamere installate in una villa a Sarzano, una frazione di Rovigo, avevano ripreso due individui mentre si intrufolavano al suo interno per svaligiarla.
Oltre a portarsi via alcuni gioielli dal valore di alcune migliaia di euro, le due persone hanno anche provocato diversi danni ad oggetti presenti in casa.
Ma gli inquirenti, grazie ai filmati di videosorveglianza, sono riusciti a individuare i presunti colpevoli: un 22enne moldavo, Valentin Costea, e un 23enne marocchino, Imad Hidara.
Il processo, durato fino all’anno corrente, si è tuttavia concluso in maniera imprevedibile.
I due sospettati sono stati assolti, in quanto i filmati che li hanno ritratti non costituiscono una prova sufficiente per condannarli.
Gli avvocati a difesa dei due uomini hanno infatti convinto il giudice che le immagini registrate non fossero abbastanza chiare.
I due uomini sono dunque tornati in libertà.