La triste fine del nostro amico Fido: il fenomeno del randagismo.

E’ notizia fresca di giornata la tragica fine di un bimbo di 10 anni a Modica, nel catanese, sbranato da un branco di cani randagi.
Il sindaco di quella cittadina ha dichiarato che "il comune non dispone della cifra necessaria alla costruzione di un canile comunale o all’affidamento in qualche struttura privata, pertanto i cani randagi sono costretti a vivere per strada… "e la strada, si sa, non è un luogo facile per vivere.
Troppe sono le immagini degli abusi, delle sevizie, delle condizioni di degrado ed abbandono che spesso ci scorrono davanti agli occhi su internet, o in alcuni servizi giornalistici, per le stesse strade mentre siamo in automobile.
Proprio l’altro giorno pubblicavo su facebook l’appello per l’adozione di un cagnolino al quale persone di dubbia umanitàhanno cavato gli occhi per un gioco assurdo e crudele .
I dati parlano di 600.000 randagi in Italia, nelle nostre strade, nelle città così come nelle campagne.
Cani spesso anche di razza, acquistati a Natale e abbandonati a Ferragosto, senza la minima capacità di sopravvivere da soli, spesso vittime delle ruote di una macchina.
Esistono leggi chiare e precise: le istituzioni devono lavorare sulla prevenzione e fare maggiori controlli.
Secondo i dati dell'Associazione italiana Difesa Animali e Ambiente, solo un terzo dei 600.000 randagi sparsi per l'Italia è ospitato nei canili rifugio.
Sono stati ben 11.500 i cani abbandonati lo scorso anno nei mesi estivi; oltre 1.200 Comuni non dispongono di un servizio di cattura e 1.650 non hanno un canile comunale o convenzionato dove ricoverare i cani abbandonati.
Il record per il più alto numero di randagi spetta proprio alla nostra Puglia con 70.600; seguono Campania (70.000), Sicilia (68.000), Calabria (65.000) e Lazio (60.000).
Le proposte per combattere il fenomeno sono molte, ho sentito addirittura parlare di “abbattimento preventivo”… ovviamente da parte di persone che vogliono essere abbattute loro in prima persona.
L’abbattimento non è una soluzione accettabile, specialmente in un paese come il nostro in cui le leggi contro i maltrattamenti sugli animali sono ancora fresche di stampa.
La città di Bari dispone di un canile, il M.A.P.I.A.
che alcuni veterinari che ho consultato in merito definiscono “accettabile” nei suoi standard; ma vogliamo parlare della provincia? Abito nella zona sud-est del barese, il mio paese è pieno di cani randagi che ogni sera, a tarda ora, si avvicinano a ristoranti e pizzerie che danno loro gli avanzi.
Alcuni si lasciano accarezzare, altri sono [...]

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