La tunica di Tsipras

La Tunica di Tsipras La cosa confortante è che la Grecia viaggia col passo della Storia.
Lo faceva già prima dell'elezione di Tsipras il Condottiero, ma Samaras, leader sconfitto, chissà perché non ha voluto farlo sapere ai suoi elettori che il debito greco - per accordi segreti e indicibili/indigeribili ai cittadini europei - era scritto sul ghiaccio.  Già, perché la restituzione delle prime tranches di pagamento erano già fissate, prima delle elezioni, alle mitiche 'calende greche', tipo: 'telefonami fra vent'anni' della bella canzone di Dalla.
E le ultime vanno al 2054, addirittura: debito trasferito ai nipoti, ma, più verosimilmente, 'scritto sul ghiaccio'.
E hanno ragione quelli de 'Il Giornale' a lamentarsi che gli italici quaranta miliardi di prestito alla Grecia sono in realtà un regalo e: 'Grazie Italia.
Ne faremo buon uso.' Speriamo.
Speriamo che le genti greche tirino un sospiro di sollievo e che si allineino presto agli standard europei e che la ripresa economica ritorni e faccia un giretto anche intorno all'Acropoli, ma non facciamoci illusioni.
Le riforme del fisco e della pubblica amministrazione comportano ulteriori pesi e prepensionamenti e/o licenziamenti e la vera ammirazione che abbiamo per Tsipras è che abbia voluto assumersi un ruolo di governo che fa davvero 'tremar le vene ai polsi' ad ogni governante responsabile e assennato.  Perché dopo le promesse elettorali - facili per definizione e un filo stupide nel loro esser gonfie di vuoto e di vane speranze - viene il momento delle scelte e della verità.
Una 'tunica di Nesso' per il povero Tsipras – e speriamo che abbia in tasca la pozione miracolosa che lo salverà dal rogo narrato nel mito.
Chi vivrà vedrà.  Telefoniamogli fra quarant'anni.

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