La vendetta non ha fretta ( quinto capitolo)

    Camminando in riva al Po racconto alla signora della chiacchierata con i marchesi Lombardi e la conseguente ipotesi sulla caduta da cavallo del colonnello.
Lei rimane in silenzio, sembra assorta nei suoi pensieri e ha lo sguarda perso nel vuoto.
“ Commissario, lei sapeva che Primi aveva una villa vicino a Chivasso? Da qualche anno la moglie l’aveva messa in vendita.
Diventata vedova non se la sentiva di passare delle giornate in quel luogo dove una volta era per lei la culla dell’amore”.
Rispondo che non lo sapevo e che domani in giornata avrei avuto un colloquio con i figli della vittima.
Uno abita a Ventimiglia e l’altro a Roma.
“ Non credo sappiano dirle molto, mi creda.
Sono due ragazzi che, raggiunta la maggior età ,se ne sono andati di casa…lei sa che detestavo il colonnello, ho le mie buone ragioni, e me le tengo per me, non me ne voglia”.
“ Signora Ferraris,  non mi permetto di estorcerle ragioni che ha motivo di non dirmi.
Spero solo che non siano di intralcio alle mie indagini…”.
“ Non lo sono, mi creda…sono ragioni personali che nulla hanno a che vedere con le sue indagini…ma ora,caro commissario, che direbbe se  a questa attempata signora offrisse un caffè?”.
Sorrido e la porto da Mamma Gina decantandole la cucina e il suo ottimo caffè.
In ufficio si presentano i figli dei coniugi Primi: Antonio che lavora a Ventimiglia come impiegato postale e Angelo come impiegato al Ministero della difesa.
“ Buongiorno signori, scusatemi il disagio nel volervi qui da me, ma avrei qualche domanda da porvi.
Come sapete vostra madre è stata uccisa e noi stiamo indagando su chi sia l’assassino.
Costui ha ucciso anche un’altra persona, si chiamava Gerdetti…Livio Gerdetti,  ufficiale sotto vostro padre a Caporetto”.
I due si guardano l’uno con l’altro poi Angelo dice: “ Conoscevo bene Gerdetti, era un ottimo ufficiale, uno dei pochi  fedeli a mio padre”.
“ Per fedele cosa intende dire? Che non contestava mai gli ordini che impartiva suo padre?”.
“ Si! Un sottoufficiale e un soldato semplice sono tenuti…ripeto tenuti, ad attenersi agli ordini dei superiori…in quel battaglione in tanti contestavano il loro colonnello…per forza di cose ha dovuto fare quello che ha fatto!”.
Guardo il ragazzo che ho davanti, perché di ragazzo si tratta, uno sbarbatello di trent’anni impiegato al Ministero grazie alle conoscenze del padre.
Avrei voluto domandare se aveva assolto agli obblighi di leva, ma la risposta la conoscevo già, nessuna caserma, nessuna marcia con zaino [...]

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