La versione di Alex

Ho conosciuto Maria alle Superiori.
Eravamo i due brutti anatroccoli della classe.
Perlomeno ci sentivamo così.
Dopo Oltre 30 anni, non ci sentiamo più brutti, ma anatroccoli forse ancora sì.
Due anatroccoli che si vogliono bene.
Si amano, a modo loro, anche se scoprirono tanti anni fa di non poter fare l’amore.
Lei era attratta dalle donne, io dagli uomini.
Poi mi sono sposato e ho avuto amanti donne.
Ma il corpo maschile continua a regalarmi emozioni che difficilmente ho provato con quello femminile.
La nostra storia è tutta qui, se si vuole.
I nostri sogni, le nostre sofferenze, le nostre lotte per affermarci come creature libere.
Né uomini né donne, ma appunto creature.
Che amano, anche se non come la maggior parte dei consimili.
Tutto in parallelo.
Io ho avuto la ventura di giacere con il mio primo ragazzo assai prima che toccasse a lei scoprire le gioie dell’amore di Saffo.
Ma per il resto i nostri drammi e le nostre conquiste sono avanzati di pari passo, e ce li siamo raccontati puntualmente, fedelmente, esaurientemente, da quella prima sera a quella festa in cui scoprimmo di essere della stessa specie animale, solo costretti in abiti fisici diversi.
Ci dicono spesso che sembriamo la stessa persona, quando parliamo, quando scriviamo.
In un certo senso, è come se lo fossimo.
La nostra storia più o meno è stata la stessa, anche se differiva per alcuni particolari.
Tra i quali – a dirla senza tanti giri di parole –, il fatto che a me piaceva prenderlo nel culo, a lei leccare la fica.
Quanto all’amore, le nostre aspettative erano grandi come quelle di chiunque altro, ma moltiplicate e rese più ardue e complicate dal fatto di ricercarlo in un universo la cui scoperta, la cui esistenza al tempo in cui eravamo ragazzi ancora non erano tollerati.
Essere omosessuali allora non conduceva più al rogo, ma all’ostracismo sociale ancora sì.
Maria è una creatura dolce, sensibile, tenera.
Ricordo quella sera in cui volle provare a se stessa ed a me che eravamo capaci di essere etero.
L’impegno che mise nel mettere a proprio agio prima se stessa e poi me, mentre armeggiava con i bottoni dei miei pantaloni e me li calava, mettendo a nudo il mio sesso.
Che proprio non ne voleva sapere di ergersi, di prendere vita assecondando e gratificando quel suo impegno encomiabile.
Con mano inesperta ma sollecita e premurosa, tanto fece e tanto insisté che Maria riuscì alla fine a procurarmi una potente erezione.
I maschi sono diversi, alla fine la meccanica prevale anche quando la chimica proprio non ne vorrebbe [...]

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