La zampata finale

Il governo dei sedicenti tecnici sta per lasciarci, mestamente.
Monti, trombato dal paese intero nonostante si sia sbattuto come pochi per compiacere il più possibile, sta per lasciare Palazzo Chigi.
Il ricordo che il paese ne avrà sarà pessimo: tassazione feroce contro chi ha di meno e risultati completamente negativi, compiti sbagliati, errori marchiani, boiate, previsioni sempre smentite, cantonate, vergogne indicibili come la gestione del caso-Ilva.
Ma si vede che non era sufficiente.
Così si è deciso di dare una zampata finale, trattenendo i nostri soldati in Italia in frode agli accordi presi.
Per carità: non mancano gli argomenti in favore di un gesto “forte”, l'India ha ancora molto da imparare in fatto di civiltà, tuttavia il metodo è profondamente sbagliato ed espone il nostro paese.
Tanto per incominciare sul piano economico: le imprese italiane che operano in India sono numerose.
Ma soprattutto sul piano dell'immagine internazionale: diveniamo automaticamente un paese inaffidabile; in un mondo come quello delle relazioni internazionali dove tutto dipende dalla credibilità, noi diveniamo un paese poco credibile, un paese canaglia.
Ci meritiamo questo? Davero non siamo in gardo di usare altri mezzi? Davvero non riusciamo a moblitare l'opinione pubblica internazionale, noi che siamo maestri di media, perché sia l'India a passare per paese canaglia? A cosa servono i “tecnici” se poi commettono errori così banali?

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