Lady Gaga: «Lascio la dance e sogno la lirica»

Sta ancora scalando le classifiche mondiali con la riedizione del suo album di debutto, «The Fame Monster», il suo nuovo singolo Bad Romance è in cima alle classifiche e domina l’air plane radiofonico, ma Lady Gaga non se ne sta con le mani in mano e già pensa al suo prossimo lavoro.
La cantante che ci appare oggi probabilmente non è più la stessa che poco più di un anno fa esordiva alle radio e in tv con il brano dance «Just Dance» (qui in Italia è diventata famosa con Pokerface), come si apprende dalle pagine di mtv.com, ma è un’artista matura che ha voglia di cambiare: «Scriverò della musica nuova – ha detto la cantante – ed è questo il bello di scrivere la propria musica, non fai affidamento su un team di autori e produttori che scrivano un repertorio di canzoni per te».
Un cambiamento che Lady Gaga aveva già lasciato intravedere in alcune performance live, eseguendo i suoi brani accompagnata dal solo piano, che ha suonato personalmente, mostrando anche una certa dote vocale, ma anche collaborando con altri artisti quali Beyoncé, con la quale ha duettato in VideoPhone, in puro stile Knowles, o Britney Spears, per la quale invece ha scritto un brano pop: «Ho intenzione di scrivere il nuovo album avvalendomi di nuove idee» ha proseguito l’artista.
«Non ho ancora idea di quello che succederà, ho appena iniziato questo tour, ma avendo scritto The Fame Monster durante l’ultima tourné, suppongo che ispirerà una sorta di nuova energia sonora e uno stile lirico».
Voglia di cambiamento, che lascia presagire che il nuovo album dell’artista potrebbe dunque virare verso un genere diverso dalla dance che fin’ora l’ha fatta conoscere ed apprezzare in tutto il mondo.
Sulla riedizione del suo nuovo lavoro, che contiene ben otto tracce inedite dice: «Credo che The Fame Monster sia completamente diverso da The Fame, sono cambiata e gli artisti devono cambiare – ha detto –tra gli anni ’60 e ’70 gli artisti si sono evoluti per tutto il tempo, la musica cambiava da un album all’altro, i sentimenti stavano cambiando, gli artisti sembravano quasi del tutto diversi da ciò che erano cinque o sei anni prima».

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