Lampedusa ..ancora una volta ci siamo...eppure nella mia tesi di laurea l'avevo detto che non sarebbe mai finita!!!!

" Alcune delle cose che in questi giorni sono state pubblicate su Lampedusa"......eppure la gente credeva che con un nuovo Cpta tutto sarebbe finito!!! Il Cpa di Lampedusa REPORTAGE.
Viaggio nel Cpt, tra risse e degrado.
"Morti in mare 10 di noi".
"Cercavo la libertà, sono finito all'inferno" Lampedusa, girone dei disperati Le storie dei sopravvissuti al mare dal nostro inviato FRANCESCO VIVIANO LAMPEDUSA - "Respira, respira ancora, quindi è viva" dice, Odemije, 22 anni, nigeriano, subito dopo essere uscito dal pronto soccorso di Lampedusa dov'era stato portato per l'"ultimo saluto" alla sua compagna, Vivede, 19 anni, appena intubata e subito dopo trasferita con l'elicottero del 118 a Palermo, dove i medici disperano di salvarla.
È in coma, ricoverata in rianimazione, ha ustioni su tutto il corpo ed una sindrome di assideramento gravissima.
Sono davvero poche le speranze che possa cavarsela, dopo una settimana in mare aperto senza acqua e senza viveri, per raggiungere Lampedusa.
L'"inferno" di Lampedusa dove Odemije è arrivato con la sua compagna ieri mattina con un gommone.
Insieme con altri 61 disperati, con i loro racconti dell'orrore: 10 dei loro compagni di viaggio, spiegano, sono morti di stenti e di freddo durante la traversata e buttati in mare dai sopravvissuti.
Ma tutti loro, come altre centinaia dei 1900 clandestini che attualmente si trovano nel centro di accoglienza, dormiranno all'aperto.
In ripari di fortuna, tende improvvisate con teli leggeri, perché il centro è al collasso.
Sporcizia, escrementi, gabinetti e fognature intasate, camere di tre metri per tre che ospitano fino a 15 persone, oltre 100 minori stipati per terra su finti materassi, senza coperte e senza teli, con bottiglie di plastica ed altri rifiuti sparsi ovunque.
Anche gli uffici dei dirigenti del Centro di accoglienza non ci sono più.
Ospitano decine e decine di immigrati, appollaiati uno sull'altro.
"Voglio andare via, ritornare in Tunisia, non ne posso più.
Sono qui da 30 giorni.
Speravo di trovare la libertà ed un po' di serenità, ma qui è peggio che all'inferno".
L'esterno del centro di accoglienza che sorge su una vecchia base dell'Aeronautica Militare è circondato da bersaglieri, dentro una cinquantina di carabinieri e poliziotti che a turno sorvegliano quella piccola città della speranza che da settimane si è trasformata in una bolgia.
I responsabili del centro alzano le spalle, fanno tutto il possibile.
"Ma miracoli non ne possiamo fare - dicono - i posti letto sono 800, loro sono quasi duemila.
Come possiamo fare a [...]

Leggi tutto l'articolo