Land of Hope and Liberty

C'è una parola che ai repubblicani di Mitt Romney fa più paura della disoccupazione e della crisi.
Una deputata democratica, Lisa Brown, è stata praticamente cacciata dalla Camera per avere osato pronunciare un termine che alle orecchie dei bigotti del partito avverso è sembrato offensivo: "vagina".
Eppure l'uso fatto dalla signora era più che appropriato: si trattava di difendere l'ennesimo attacco dei conservatori ai diritti delle donne, una legge che renderebbe più difficile l'aborto obbligando i medici a una serie di controlli intimidatori su chi è costretto a interrompere la gravidanza.
"Sono lusingata, signor Speaker", ha detto ironicamente la deputata al capo dell'Assemblea, motivando il suo voto contrario alla legge "che lei sia così interessato alla mia vagina: ma no significa no".
La signora è stato subito allontanata dall'aula proibendole di partecipare a un dibattito.
"Quello che ha detto è così offensivo che non lo ripeterei mai davanti a delle signore" ha tuonato Mike Calton, un repubblicano di Nashville.
Altro che "I monologhi della vagina", la fortunata serie della drammaturga peraltro americana Eve Ensler.
L'unico monologo che i repubblicani conoscono è quello che vieta alle donne non solo i diritti ma perfino la libertà di espressione

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