Lavoratoria italiani esposti all'amianto in Svizzera

19 giugno 2009  Alla ricerca delle vittime dell'amianto Gli istituti nazionali di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro di Svizzera e Italia hanno sottoscritto un accordo per rintracciare i lavoratori italiani esposti in passato all'amianto nella Confederazione.
L'amianto è un materiale che appartiene ormai al passato, perlomeno in Europa occidentale.
In Svizzera, l'uso di isolamenti in amianto floccato è stato bandito dalla metà degli anni '70, mentre dal 1990 è in vigore, come in molti altri paesi, un divieto generale.
Anche se non è più utilizzato, l'amianto però è una bomba a scoppio ritardato.
Gli effetti sulla salute della cosiddetta "polvere che uccide" si manifestano dopo diversi anni, a volte addirittura decenni.
Asbestosi, mesotelioma, carcinoma polmonare...
Le patologie causate dall'inalazione di fibre di amianto, che penetrano negli alveoli polmonari, sono spesso incurabili e mortali.
Malattie professionali Fino a un recente passato, decine di migliaia di lavoratori sono entrati in contatto con questa sostanza, in particolare coloro che lavoravano nell'edilizia, nell'industria elettrica e metallurgica o negli stabilimenti della Eternit di Niederurnen, nel canton Glarona, e di Payerne, nel canton Vaud.
Tra di loro anche migliaia di emigrati italiani, molti dei quali nel frattempo rientrati in patria.
Considerate come malattie professionali, in Svizzera le patologie causate dall'amianto danno diritto a prestazioni assicurative da parte dell'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (SUVA).
Per legge, queste prestazioni spettano anche alle persone che nel frattempo non vivono più nella Confederazione e quindi anche a tutti quei lavoratori italiani rientrati nel loro paese.
"Alcune centinaia di persone" Poiché la SUVA non può intervenire direttamente all'estero, a metà giugno ha siglato un accordo con l'Istituto nazionale italiano di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) per rafforzare la ricerca di quei lavoratori che sono stati esposti all'amianto durante la loro permanenza in Svizzera, nonché dei loro familiari.
In effetti, sono stati constatati casi di malattie provocate da asbesto anche tra le mogli dei lavoratori della ditta Eternit, che lavavano le tute sporche di fibre dei loro mariti.
"Non sappiamo quante persone siano interessate da questo provvedimento", dichiara Helene Fleischlin, responsabile della comunicazione d'impresa della SUVA.
"Riteniamo però che siano al massimo alcune centinaia".
L'INAIL si è in particolare impegnato ad informare i [...]

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