Le Banche di Cosa Nostra

      Le banche rappresentano la rete piu' estesa della connivenza con gli interessi finanziari della mafia.
I soldi vengono ripuliti li'.
Ne e' convinto Francesco Forgione, presidente della Commissione parlamentare Antimafia, in una intervista a Sintesi Dialettica.
"La politica - spiega Forgione - non ha avuto la forza di approvare una buona legge come quella sull'anagrafe dei conti correnti - legge Mancino del 1993, mai applicata in 15 anni.
Da qui, quando si arresta un mafioso e gli si vogliono congelare subito i conti correnti, il mafioso, o l'amministratore del mafioso, ha tutto il tempo per svuotarli e movimentarli via internet in uno dei tanti paradisi fiscali del pianeta.
Noi non abbiamo neanche la possibilita', attraverso l'anagrafe dei conti correnti e l'anagrafe degli immobili, di capire anche gli spostamenti di proprieta' e le movimentazioni catastali.
Manca, quindi, la possibilita' di intervenire proprio li' dove si concentra il potere mafioso".
  Insomma, per il Presidente della Commissione Antimafia il ruolo delle banche e' centrale.
Per Forgione, dunque, e' necessario aggredire "il santuario del mercato", altrimenti non si possono sconfiggere le mafie.
"100.000 milioni di euro all'anno e' l'ammontare di movimentazione delle mafie di cui almeno il 60% entra nell'economia legale - dice ancora - Da qui si apre il problema della rintracciabilita' dei flussi e dei patrimoni.
Le mafie non hanno piu' la coppola e la lupara dei film in bianco e nero.
Hanno capito che investire in patrimoni e' rischioso per cui "finanziarizzano" le loro attivita'.
E per colpire questo livello di "finanziarizzazione" e intercettarne i flussi, bisogna aggredire il sistema bancario".
  da www.repubblica.it 

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