Le Idi di Marzo di Angelino Alfano

Ormai è chiaro come la luce del sole: Angelino Alfano è cotto come una porchetta sullo spiedo: e chi lo affetterà non sarà certo il PD, che lo ama di un amore viscerale, esattamente come ama Denis Verdini, ma il suo stesso partito, e il capo della congiura è Renato Schifani, il ras “berlusconiano” della Sicilia, ex-Presidente del Senato (?), che ha già capito e colto il mutamento nei paradigmi di potere, tra Renzi e il M5S, specie alla vigilia delle elezioni regionali siciliane, che fanno trenare i polsi alle ammucchiate nazzarene che si spartiscono l’isola, dopo le grandi vittorie grilline.
Schifani ha ben compreso che seguire l’avventura alfaniana, per qualche sottosegretario e due  ministro, che in ogni caso sparirebbero in caso di elezioni anticipate, ancora per un po’, significherebbe rinunciare per sempre a rientrare nella vecchia tana, dove l’ “orso” di Arcore ormai  dorme un letargo irreversibile, e gente come Maria Stella Gelmini si appresta a sostituirlo, in nome di quella fetta di moderati che sono allo sbando.
Il buco a destra è scoperto, ormai da una incontrovertibile radicalizzazione tra Salvini e la Meloni, dove resta esclusa proprio la vecchia classe dirigente di Forza Italia, quella che si è suddivisa tra NCD e Azzurri, e di cui restano solo una minoranza di ex-finiani poltronisti, che la Gelmini neppure metterà in lista (e finalmente torneranno a casa, a coltivare cavoli, come Gasparri), e che, vuoi o non vuoi rappresenta l’argine moderato e anti-renziano.
Schifani, tra l’altro, ha un curriculum candido come un giglio (sic!), rispetto ai Formigoni e ai Lupi, i quali, a loro volta, sono spinti verso la scissione dalle forze imprenditoriali cattoliche, che seguono la Compagnia delle Opere, cioè C&L, detto in breve l’Opus Dei.
Le quali cominciano a sentirsi strette entro una Confindustria che ha deciso di fare da scendiletto a Renzi, mettendo all’angolo la Cisl (che ormai è vuota come un guscio), ma soprattutto facendo ingrassare il M5S, che sta occupando grandi spazi sociali.
Alfano, la cui vera natura la si scopre non certo dopo l’ultima serie di intercettazioni, non ha mai avuto la tempra di leader, ma solo quella di mezzadro: tra corruzione e potere, una parte in commedia che non può durare, perché adesso l’Europa, purtroppo, dopo la Brexit, si è allertata, è ci guarda pure dentro i taschini, e pretende che i nostri Governi comincino a fare il loro dovere, altrimenti li manda a casa.
A cominciare da Renzi, che non ha più frecce al suo arco, oltre alle menzogne [...]

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