Le alleanze della Lega a Strasburgo sono un manuale su come si resta soli. Ma ci sono altri che ballando inciampano

La solitudine dei gialloverdi in Europa.
Le elezioni europee sono passate, i sovranisti non hanno vinto anche se dicono di sì, gli europeisti cercano il ritmo giusto per ballare in quattro – conservatori, socialisti, liberali e verdi – senza inciampare: l’alleanza è importante per dare stabilità al Parlamento europeo.
Il ritmo in realtà lo stanno cercando tutti, perché in campagna elettorale era facile fare discorsi roboanti di grandi alleanze spezzaEuropa – rubando “buon senso” dal campo moderato, senza poi saper bene che farsene – ma poi quando ci si deve sposare per davvero, gli inviti i posti vicini e tutto quanto, iniziano i ripensamenti.
Matteo Salvini che ha occupato copertine e discussioni per mesi come l’uomo da guardare nell’Europa che verrà ha ottenuto un grande risultato in Italia ma fuori dai confini nazionali sta collezionando tantissimi no.
Sul più bello, i promessi sposi scappano.
L’ultimo in ordine di tempo è Nigel Farage, che ha stravinto nel Regno Unito con i...

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