Le analisi stupide di giornalisti imbroglioni.

Seguo la politica, con certa assiduità ed attenzione, ed anch'io ho riscontrato una razza particolare di cronisti politici, che paiono essersi laureati con la specializzazione in antiberlusconismo, che non è un ramo particolarmente nobile dell'arte della carta stampata, tutt'altro! Eppure, nel tempo, ha trovato molti praticanti, forse perchè assicura il facile successo che si conquista con il pettegolezzo, lo scandalo, l'ironia cattiva, l'accanimento.
Unica difficoltà di questa pratica giornalistica è, inevitabilmente, la "novità".
A furia di parlare sempre, male, di avere espresso ogni tipo di giudizio astioso, malvagio, sullo stesso tema, non si riesce più a soddisfare l'attesa di nuove tristi emozioni di una particolare categoria di lettori.
Allora, costretti per la sopravvivenza, si corre ai ripari.
Si inventa, si diventa retroscenisti, si dice di aver sentito dire che alcuni avrebbero detto...
e giù...le "nuove " piccanti, le cose segrete, i pensieri più reconditi di Berlusconi, e di tutta la famiglia.
Da queste situazioni molto riservate, il personaggio Berlusconi esce sempre piuttosto malconcio.
Lo si descrive per come la folla avida di tortura vuole che sia.
E allora Berlusconi è triste, depresso, sente ormai la fine vicina, sta per cedere, convinto da Marina, dai familiari, contro il parere della Pitonessa.  Poi, Berlusconi, che se ne fotte di queste iatture, sembra risorgere, magari mai essendo deceduto.
Ma l'errore non è nella falsa notizia, ma nel non aver ossequiato, il Berlusca, la notizia stessa.
Strano, ma è il nostro giornalismo...

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