Le belle opere di Gesualdo Bufalino

 Nel luglio di 28 anni fa Gesualdo Bufalino vinceva ilPremio Strega con il suo terzo romanzo, Le menzogne della notte (Bompiani, 1988). Dirò subito che questo per me è il più intenso tra i romanzi bufaliniani e l'incipit parla da sé:Mangiarono pochissimo o niente.
Le portate, sebbene più ricche dell'ordinario, per come s'era ingegnato di condirle un secondino volenteroso, avevano un sapore nemico, né v'era un boccone in gola che non diventasse una cenere.
L'inappetenza, si sa, è d'obbligo nelle serate d'addio. La serata d'addio è l'ultima notte che un gruppo di condannati a morte trascorre in un'isola penitenziaria, una fortezza che ha le sembianze di uno scoglio, che probabilmente è nel Mediterraneo, ma potrebbe essere ovunque.
Un canale la separa dal continente, le correnti del mare e i venti turbano gli animi dei prigionieri ormai irrimediabilmente separati dal mondo.Nessuna comunicazione tra l'isola e il continente, il tempo è sospeso, sono cadute le differenza tra il gi...

Leggi tutto l'articolo