Le città sono contraddittorie

Le città sono contraddittorie, ci sono tombe provvisorie e negozi in saldo tutto l'anno, persone che non smettono di passeggiare di fronte alle vetrine e strade sempre diversamente affollate.
Brucio i miei cinque minuti di sigaretta mentre i fari vanno al lavoro rincorrendosi e sparendo in lontananza.
Mi concedo pochi minuti d'isolamento, ovattato, accolto dallo strombo di una finestra, con le cosce sui tubi di ghisa del radiatore, ancora freddi.
Guardo giù nel seminterrato dove volano crepitando foglie secche e confezioni vuote come ossa senza padrone.
La testa si fa pesante e rasenta il vuoto, diventa grande e instabile come una mongolfiera.
Le mani stringono sbarre rugginose, le piegano e si confondono.
Ecco, ci siamo; ho della sabbia sotto le unghie.
Sono leggero come uno psicopatico con le ali strette in una ghiera metallica.
Non avverto emozioni.
Precipito e non provo alcun dolore.
Per terra, alla deriva, ci sono alcuni ganci per stendere i panni, ingobbiti dal tempo, con la moll...

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