Le consonanti della lingua italiana: le principali regole a livello di sonorità e articolazione

Le consonanti dell’alfabeto italiano sono 16: b, c, d, f, g, h, l, m, n, p, q, r, s, t, v, z.
Sebbene l’alfabeto italiano sia composto, tra vocali e consonanti, da 21 lettere, ve ne sono in realtà altre cinque che, seppur non facciano parte del classico alfabeto italiano, sono entrate nell’uso comune, determinando in totale 26 lettere: j (i lunga), k, w, x, y (i greca).
Le consonanti, insieme alle vocali, compongono i vocaboli della lingua italiana e si distinguono, a livello di sonorità, in sorde e sonore.
Questa distinzione si basa sulla vibrazione o meno delle corde vocali al momento dell’articolazione, determinando il tipo di risonanza: f, k, p, t, ts, s appartengono alla famiglia delle sorde in quanto non coinvolgono le corde vocali, mentre v, g, b, d, dz, z vengono dette sonore proprio perché ne prevedono la vibrazione.
Sotto il profilo articolatorio, le consonanti si suddividono in: occlusive, continue (fricative, liquide, nasali) affricate e approssimanti.
Le occlusive, anche dette esplosive o momentanee, vengono pronunciate tramite il blocco totale del flusso e il suo rapido rilascio a livello della bocca, della faringe o della glottide.
Esse comprendono al loro interno le velari, le labbiali e le dentali; le prime si originano dal velo del palato e sono la k, che rappresenta il suono duro della C quando è seguita dalle vocali A, O, U, come per esempio le parole casa, cosa, cucina, e la g, seguita anch’essa da A, O, U (gufo, gatto, goccia).
Le occlusive labbiali sono prodotte tramite movimento delle labbra: “p” e “b”.
Esempio: pane, pasta, pollo; bacio, buco, bocca.
Vengono dette dentali le occlusive create mediante apertura delle arcate dentali e sono “t” e “d”.
Esempio: tavolo, treno, tosse; dente, dado, disegno.
Le consonanti continue si distinguono in fricative, liquide e nasali.
Le prime vengono prodotte tramite restringimento, che provoca un rumore di frizione dell’aria e si definiscono continue perché i suoni prodotti possono essere prolungati.
Le fricative si suddividono a loro volta in labiodentali, alveolari o sibilanti e postalveolare.
Le labiodentali sono la “f” di fame e la “v” di vaso, le alveolari “s” sorda di sole “s” sonora di sbaglio, rosa, mentre la postalveolare è la “sc” sciame, scendere, fasce.
Le liquide si articolano in polivibrante e laterali: la prima viene prodotta tramite vibrazione degli organi di fonazione e corrisponde alla “r” di ramarro, racchetta.
Le laterali, distinte a loro volta in alveolari e palatali, la “l” di lana [...]

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