Le delizie dell'editoria turistica

SAGGIO: LE DELIZIE DELL’EDITORIA TURISTICA   ************************************   T   rent’anni di Genova, di gente chiusa a riccio e di manimàn (1) mi avevano stancato.
  Ero tornato da qualche mese definitivamente in Toscana da dove ero partito con la valigia piena di speranze, e non vedevo l’ora di metter su anche una casa per le mie vacanze, dato che un appartamento in città, a suon di salti mortali, bene o male l’avevo già comprato.
Anzi; mi ci era rimasto anche qualche milione proprio per levarmi la voglia di una seconda casa.
  Molti miei colleghi genovesi l’acquisto l’avevano già fatto; chi nell’Appennino ligure o chi nelle Alpi Marittime, versante cuneese.
  Nell’Ovadese per molti, e, per i più in soldi, a Limone Piemonte o a Viola.
  E, poi, per loro, andava bene così perché a Genova c’erano rimasti, anche se non tutti erano proprio genovesi du mo”.
(2)   Qualcuno era addirittura sardo; altri calabresi e siciliani.
Tutti cabibbi (3), comunque: tutta brava gente e grandi lavoratori, ma pur sempre cabibbi.
  Dunque, mi si presentava questo problema: dove trovare questa famosa casa di campagna, che, oltrettutto, rappresentava a quei tempi il massimo del successo.
  Avevo scelto la campagna perché venivo da una città di mare, e poi il mare in Toscana è:  o la Versilia che per me era troppo cara, a meno di non finire al Cinquale famoso solo perché di lì è venuto Panariello; o posti tipo Follonica che a me non dicevano niente.
  Montagna? All’Abetone c’ero stato una volta sola e m’era bastato perché avevo preso tanto freddo, e non so sciare.
  Restava la campagna: meglio ancora la collina, perché la Toscana più bella è quella della collina.
  Fiesole, il Chianti, la Valdorcia, il Mugello, le Crete Senesi, la Valdicecina, l’Alta Valle del Serchio,  il Camaiorese: ne parlavano tutte le riviste.
  Non c’era che l’imbarazzo della scelta.
  Ne parlai con un bancario che sapevo essere di San Miniato e lui mi diede le prime dritte che accettai molto volentieri perché in quella cittadina su tre colli c’ero già stato un paio di volte alla sagra del tartufo, e m’era piaciuta: aveva un’atmosfera.
  E, allora, vai con San Miniato.
  Primo approccio, un’agenzia d’affari a due passi dal capolinea delle corriere: uno sgomento.
Il mediatore mi disse che, sì, di affari ce n’erano da fare moltissimi; ma fino a due o tre anni prima, quando quasi tutta San Miniato e dintorni erano in vendita a pochi milioni.
  I sanminiatesi, a detta del mediatore, si [...]

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