Le due Bari. Il doppio carattere della città in un raro racconto di Pier Paolo Pasolini del 1951

BARI - Sono le 10 di una fredda sera di inizio inverno del 1951.
Un uomo fa scalo nella stazione ferroviaria di Bari.
L’ultimo taxi per l’Albergo delle Nazioni è già andato, i bus passano di rado e le strade ancora brulicanti di passanti, illuminate dalle insegne di negozi ancora aperti, invitano lo straniero ad avventurarsi a piedi, per una via qualsiasi, nelle viscere della città sconosciuta.Inizia così “Le due Bari” di Pier Paolo Pasolini.
Sì perché il grande scrittore è stato nel capoluogo pugliese 65 anni fa e pochi sanno che a Bari ha dedicato un racconto breve di quattro pagine.
Il giovane artista (allora 29enne), non ancora famoso e ignaro del suo destino, riuscì a immortalare poeticamente i tratti più autentici di una città dal doppio carattere, quello frenetico, confuso e misterioso del buio della sera e quello fresco, profumato e generoso che si dipana nella luce del mattino, quando il sipario della notte si alza sul lungomare e la città brilla “in tutta la sua felicità adri...

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