Le e-mail di un Dirigente e le nostre risposte

Piano piano, lentamente e senza fretta, le cose che scriviamo nel Boccaccio Rugby News, come gocce d'acqua, penetrano e scavano in profondità, arrivando a destinazione.
Ecco di seguito le e-mail ricevute da un alto (e longevo) dirigente petrarchino (che chiede la privacy e del quale perciò non indicheremo il vero nome - sara nominato semplicemente DIRIGENTE) e le risposte che gli abbiamo dato.
Il DIRIGENTE, al quale non sono piaciute le nostre colonne del BRN nr 9 ci scrive: e-mail del 14-02-2011  Caro M'Annoio, quante imprecisioni su quello che riferisci! Non è più serio che prima di dare lezioni e definizioni tu acquisisca dati documentati e non raccontati e/o pensati?   Non mi risulta che un dirigente del Petrarca mai abbia rifiutato una richiesta di dialogo.
  Cordiali saluti.
firmato DIRIGENTE     Nostra e-mail di risposta in pari data.
  Buonasera DIRIGENTE Ricevo la sua gradita mail (che mi riservo di pubblicare – attendo solo la sua autorizzazione, mentre invece pubblicherò la mia risposta eventualmente senza citare il suo nome) anche se non mi è chiaro ciò che mi dice rispetto alle imprecisioni.
Magari se può essere più diretto, forse mi sarà più facile capire e magari risponderle.
Ad ogni modo non ho nessuna intenzione né di “dare lezioni” (semmai sono io che ne ho bisogno) né “dare definizioni” ad alcuno, tantomeno alla Dirigenza del Petrarca, che stimo, se non altro perché credo non sia facile gestire una società di tale importanza.
Da tifoso, quale io sono, riporto una mia personale visione dei fatti, che scopro non essere solo mia, ma quella di molti altri (tifosi, sostenitori, sponsor) che mi scrivono o pubblicano sul blog le loro impressioni.
I dati che riporto derivano da mie dirette conoscenze e per  informazioni che mi giungono da amici (persone più vicine di me alle questioni interne del Petrarca) con i quali spesso mi trovo a discutere.
Come ho detto e scritto più volte, le mie intenzioni non sono quelle di destabilizzare o solamente di criticare l’operato della dirigenza (la mia non è una società segreta atta a cospirare contro qualcuno), bensì un grido di dolore perché la società che amo, e che in molti ancora amano, sta percorrendo una pericolosa china discendente e sembra (ripeto, sembra, e se lei mi può smentire gliene sarò grato, oltre che contento!) che nessuno faccia niente per frenarla.
E’ un grido di dolore, sommato alla disponibilità di dare una mano (per quanto possibile) alla causa.
Può darsi che qualche volta sia preso da irrefrenabili [...]

Leggi tutto l'articolo