Le mani di mafia e 'ndrangheta sulle scommesse online, 68 arresti

Roma (askanews) - "Follow the money".
Seguendo il vecchio detto spesso usato da Giovanni Falcone gli investigatori sono riusciti a ricostruire finanziamenti e investimenti di una rete criminale ramificata in tutta Italia che gestiva un enorme giro miliardario di scommesse on-line.
Da qui il mega blitz che dalle prime luci del giorno ha portato all'arresto di 68 persone.
Tra questi compaiono diversi importanti esponenti della criminalità organizzata pugliese, reggina e catanese, nonché imprenditori e prestanome.
Ottanta le perquisizioni in tutta Italia e sequestri per quasi un miliardo di euro.
Sono i numeri della maxi operazione coordinata dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e che ha coinvolto Guardia di Finanza, polizia, carabinieri e dia.
I reati contestati sono tutti riconducibili all'associazione mafiosa, al trasferimento fraudolento di valori, al riciclaggio ed autoriciclaggio, all'illecita raccolta di scommesse online ed alla connessa fraudolenta sottrazione ai prelievi fiscali dei relativi guadagni.
Le indagini hanno riguardato diversi gruppi criminali, 'ndrangheta, mafia e clan puglisi che si erano spartiti, e controllavano con modalità mafiose, il lucrosissimo mercato della raccolta illecita di scommesse su eventi sportivi e non.
Si parla di un volume di giocate superiore a 4,5 miliardi di euro su diverse piattaforme online.
Un sostanziale aiuto nelle indagini è stato fornito da un pentito, ex professionista del mondo delle scommesse.
Fondamentali anche le intercettazioni.
"Io cerco i nuovi adepti nelle migliori università mondiali e tu vai ancora alla ricerca di quattro scemi in mezzo alla strada che vanno a fare così..
Bam, bam!!".
In una intercettazione agli atti dell'inchiesta così diceva un indagato.
"Io cerco quelli che fanno così, invece: Pin, pin!! Che cliccano! Quelli cliccano e movimentano...
E' tutta una questione di indice".
"Se non battiamo le mafie - ha sottolineato il Procuratore della DNA Federico Cafiero de Raho - l'Italia non sarà in grado di decollare".

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