Le migrazioni di massa riguardano il destino e la vita delle persone.

Nell’osservare, adesso, tanti popoli in movimento che fuggono da guerre, stragi, povertà, con destinazione verso Paesi e continenti dove ci sono benessere e ricchezza, riscontrando pochi sentimenti di accoglienza con addirittura l’umiliazione di essere respinti, cosa dicono i “populisti”: Matteo Salvini, Beppe Grillo o Marine Le Pen? E cosa pensano di loro i sostenitori? Con Papa Francesco pochi altri hanno saputo affermare quei principi etico-politici che riguardano le migrazioni di massa evidenziando le incidenze sugli interessi collettivi e individuali; queglistessi interessi che chiamano in causa il destino e la vita delle persone, delle famiglie e di interi popoli.
Con questi esodi di massa, veramente pochi avevano compreso quali e quante ripercussioni sociali, economiche, demografiche, politiche interverranno nei decenni a venire; come cambierà il pianeta sconvolgendo le attuali etnie vigenti, incrementando considerevolmente le contraddizioni innate nell’essere umano.
Senza sottacere i fenomeni sociali che contraddistingueranno l’incontro tra le diverse religioni con gli inevitabili eccitamenti che fondamentalismo e terrorismo potrebbero sprigionare.
Una cosa diventerà certezza: le migrazioni di massa, ad assestamento avvenuto, evidenzieranno compiutamente la libertà individuale sopprimendo le attuali forme di schiavismo.
Nel riservarci ogni ulteriore ed opportuna riflessione a riguardo nessuno si scandalizzi se al momento passano in secondo ordine quei problemi ritenuti preminenti: la crescita economica, la crisi di tutti i Paesi emergenti, gli interventi delle istituzioni preposte per sostenere la produttività a favore del lavoro e quant’altro di sicuro interesse socio-economico.
Ora è tempo di impegno globale per dare la migliore soluzione al problema dei migranti.

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