Le ragioni dell'aragosta

LE RAGIONI DELL’ARAGOSTA - Uno splendido film, che va probabilmente oltre le intenzioni dell’autrice disegnando un profondo apologo sul vuoto di senso delle (belle) cose con cui cerchiamo di riempire le nostre vite.
La finzione gioca a ri-costruire una riuscita operazione nostalgia con il gruppo del mai sufficientemente rimpianto programma televisivo “Avanzi”, riunito dalla Guzzanti con il pretesto di fornire un improbabile sostegno ad una cooperativa di pescatori attiva sulla costa ovest della Sardegna a Su Pallosu, in difficoltà per il depauperimento della fauna ittica locale a causa dello sfruttamento eccessivo delle risorse.
Ma con il passare dei giorni l’entusiasmo iniziale va progressivamente sfaldandosi nello scontro tra la dimensione privata, quella gruppale e quella pubblica, inevitabilmente soccombente, il tutto sullo sfondo di paesaggi scioccanti nella loro bellezza che sembrano disegnare un autentico paesaggio dell’anima.
I protagonisti divertono e si divertono, con una impressionante naturalezza, mostrando impietosi i loro tic reiterati, le loro idiosincrasie e smanie d’artista, gli amori perduti, le nostalgie incombenti, le tragedie personali (Leone), l’effetto crudele dello scorrere degli anni sui loro corpi, sui loro visi (con l’eccezione dell’inossidabile – e splendida – Sabina), sulle gag del tempo che fu (ma davvero ci facevano ridere?).
Nel finale, al culmine dello spaesamento personale dei più convinti protagonisti - tra cui anche quello del pescatore ex sindacalista FIAT, Gianni Usai, che per primo aveva coinvolto la Guzzanti - nel momento in cui si salgono le scale con il teatro che si annuncia pieno, il gioco viene smascherato: non c’è nessuno spettacolo, nessun pubblico, nessuna luce di scena.
Ma rimangono le risate, le bevute, il racconto, il tentativo di convincere l’autoesiliato Pierfrancesco Loche (che ospita il gruppo nella sua casa sulla costa Sarda, a Su Pallosu) a tornare a recitare (con l’esilarante combine con i musicisti per rimarcarne la mancanza di talento come batterista), l’incontro nientepopodimeno che con il presidente della Regione Sardegna Soru in un disperato e straniante tentativo di convincerlo dell’utilità di sostenere la pesca, la sensazione – forte – che a volte evidentemente vale la pena fare le cose anche quando non hanno nessun senso.
E la notizia, nel finale, che la regione Sardegna ha stanziato un finanziamento per il ripopolamento ittico della costa ovest… Ludwig

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