Le tasse di Hollande

Non ha avuto paura il premier francese Hollande a promettere in campagna elettorale una tassa forte sui redditi alti.
E ancor meno paura ha adesso ad annunciare l’introduzione di un’imposta (temporanea) del 75% sui redditi superiori al milione.
Pensate: la Severino pagherebbe oltre 4,5 milioni di Euro sui suoi sette milioni di reddito.
Non farebbe ricco l’erario e non si impoverirebbe lei, certo.
Ma sarebbe un segnale importante per il paese e servirebbe a fondare un nuovo corso al nostro paese.
Sarebbe un monito affinché le basi su cui si costruisce la prosperità economica di un paese siano eque, poiché sennò si rischia.
Ora, la Francia decide di intraprendere questa strada, dolorosa per alcuni, ma che probabilmente la preserverà da una ricaduta.
Noi non siamo culturalmente attrezzati per un passo così, e men che meno il governo.
Questo significa non solo che non saremo immuni da ricadute, ma anche che non è detto che alla fine ce la facciamo: far pagare a chi ha già poco alla lunga genera l’implosione.
Uno stato che non garantisce l’equità, non dura a lungo.
E non lo merita neppure.

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