Leaderismi da strapazzo di Berlusconi e Veltroni

Il seguente post è ispirato dall'articolo "Leaderismi" di Emanuele Macaluso scritto per il quotidiano La Stampa, oggi mercoledì 25 Giugno 2008.
Per motivi di diritti d'autore ne cito solo una parte e vi rimando al seguente link per la lettura completa.
  "In Italia, dopo la lunga stagione dei grandi partiti di massa e di piccoli partiti d'opinione, abbiamo conosciuto il partito personale, quello messo in campo da Silvio Berlusconi, il quale, anche dopo la fusione tra Fi e An, resta sostanzialmente il padre-padrone del Popolo delle Libertà...Nel Pd le cose sono più complicate.
Il leader è stato «scelto» attraverso le cosiddette primarie.
Ho usato le virgolette perché la scelta di Veltroni è stata fatta da cinque sei persone (D'Alema, Fassino, Marini, Rutelli, Franceschini) con il consenso di Prodi e votato plebiscitariamente da iscritti, elettori, simpatizzanti del Pd.
Il partito non ha un organo vero di direzione.
La scorsa settimana la Costituente (?) ha eletto una direzione di 150 persone e altre 100 sono membri di diritto: ci sono tutti e nessuno.
Non c'è una sede, se non informale e personale, dove vengono assunte decisioni impegnative.
Ho scritto questa lunga premessa non per fare della politologia, ma per dire che il sistema politico vigente, frutto anche di una legge elettorale truffaldina, fondato su partiti che non hanno una reale vita democratica, sta producendo conflitti istituzionali di cui non si vede lo sbocco..."

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