Lega Nord a congresso, il giorno di Maroni: «Sarò segretario senza ombre e tutele»

IL CONGRESSO DELLA LEGA NORD.
La commozione di Umberto Bossi nel passaggio di consegne: «Il bambino è suo» e cita Re SalomoneMILANO - «Bisognava impedire che la Lega si distruggesse.
Qualcuno non l'ha capito.
Questo ho fatto io...
Allora il bambino è suo» di Maroni.
Così, tra le lacrime citando la storia biblica di Re Salomone che deve decidere a quale di due madri dare un bambino conteso, Umberto Bossi lascia il palco del congresso della Lega e passa il timone a Bobo Maroni, nuovo segretario federale.
Il Senatùr si commuove e tutti i militanti del Carroccio, riuniti al Forum di Assago per il congresso, si alzano in piedi e salutano il capo.
O meglio, il fondatore della Lega.
Maroni infatti, per alzata di mano, è stato subito eletto il nuovo segretario del partito.
Pochi i contrari alla svolta, che sono stati fischiati da diversi militanti.
«Umberto Bossi è mio fratello - ha detto Bobo subito dopo l'elezione - lo porterò sempre nel cuore.
Ma oggi inizia una fase nuova».IL DISCORSO DI BOSSI - È stato il congresso-svolta del Carroccio, quello che si è tenuto ad Assago tra sabato e domenica, un appuntamento che ha segnato ufficialmente il passaggio dall'era di Umberto Bossi a quella di Roberto Maroni.
Momenti di suspence si sono registrati domenica mattina proprio per Umberto Bossi, che era atteso al congresso, secondo il programma, intorno alle 10,30.
Invece il Senatùr è arrivato un'ora e mezza dopo.
Un semplice ritardo, hanno fatto sapere dall'organizzazione.
Poi il discorso di apertura: «Qualcuno ha aperto la fortezza della Lega dall'interno.
Siamo qui in conseguenza dell'attacco della magistratura.
La Lega non ha rubato nulla, i ladri sono altri, i farabutti romani».
Poi ancora: «Fatico a credere che il nostro amministratore sia legato all'ndrangheta ma se pensavano che la Lega morisse, si sbagliavano, perchè la Lega si basa sulle idee e le idee camminano sulla gambe degli uomini.
Mi dicono - ha aggiunto Bossi - che sono stato un simbolo perchè ho combattuto contro uno Stato forte, però i simboli servono se vengono utilizzati bene.
Il sogno è una cosa sola.
E lo dico per gli imbecilli che stanno nella Lega che girano col tricolore.
Il sogno è la Padania libera».
MARONI - Ad applaudire Bossi anche Roberto Maroni, che al suo arrivo al Forum ha acceso gli spalti: lunghi applausi e cori al grido di «secessione», ma anche fischi quando vengono citati il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il ministro del Lavoro Elsa Fornero.
«Voglio dirlo subito: patti chiari, amicizia lunga.
Non me [...]

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